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I DENTI LO SBIANCAMENTO

Ed agli italiani piacciono bianchi

Il boom di richieste per lo sbiancamento professionale dei denti in Italia. Ma come effettuarlo e a chi rivolgersi?
Secondo uno studio condotto dall’American Academy of Cosmetic Dentistry addirittura il 92% degli americani è convinto che un sorriso smagliante sia la chiave del successo nella vita e 3 su 4 affermano che avere denti bianchi e in perfetta salute possa offrire maggiori possibilità di trovare un buon lavoro e fare carriera.

In Italia non siamo da meno. Da qualche anno ormai nel nostro Paese è boom di richieste per lo sbiancamento professionale dei denti. La società odierna, se da una parte porta all’eccessivo consumo di alimenti e bevande (come tè e caffè) e sostanze (come il fumo di sigaretta) che rischiano di macchiare e ingiallire i denti, rendendo opaco il sorriso; dall’altra spinge anche ad avere un aspetto sempre perfettamente in forma.

La bocca ormai non è considerata solo un organo che permette di respirare e di assumere il cibo, ma un vero e proprio strumento di comunicazione che attira lo sguardo degli altri, restituendo loro una certa immagine di noi.

Da qui la necessità, sempre più sentita dalla gente comune (e non solo, come accadeva in passato, dai divi del cinema o dai personaggi di spicco del mondo della politica o dello spettacolo), di ricorrere all’odontoiatria estetica per curare il proprio sorriso, recuperando brillantezza e salute.

In realtà esistono numerosi prodotti “da banco” per sbiancare i denti che possono essere utilizzati per ottenere uno sbiancamento dei denti “casalingo” e a buon mercato. Si tratta, tuttavia, di prodotti in cui la concentrazione di sostanze sbiancanti (come il perossido di carbamide) è minore e i risultati sono meno duraturi e impiegano molto più tempo per notarsi. Inoltre, come per ogni cura “fatta in casa” si corre il rischio di commettere qualche errore che potrebbe, se non peggiorare la situazione, quantomeno non dare i risultati sperati.

L’ideale sarebbe sottoporsi ad un intervento di sbiancamento effettuato da un professionista della dentizione serio ed affidabile il quale, attraverso l’applicazione di sostanze sbiancanti più efficaci e potenti, permette di raggiungere risultati duraturi nel tempo, fino a cinque o sei anni, anche se la durata può essere molto minore nei pazienti fumatori o nei forti bevitori di caffè e tè (lampada per Sbiancamento).

Una valida alternativa allo sbiancamento dei denti professionale è l’applicazione, effettuata sempre da parte del dentista, delle cosiddette faccette in ceramica, altrimenti note con il termine veneers. Tali faccette vengono incollate sulla parte superiore del dente coprendolo interamente e in modo preciso. Il risultato deve avere un aspetto assolutamente naturale, in modo che sia pressoché impossibile individuarne la presenza e in genere la durata ed efficacia viene garantita per circa 10 anni. È possibile in questo modo ottenere un sorriso degno di un personaggio del mondo dello spettacolo, acquisendo una maggior sicurezza in se stessi e avvalendosi di un buon asso nella manica per interagire con il mondo esterno, sia in ambito professionale che nella sfera strettamente personale.

Vale la pena comunque precisare che una corretta igiene orale e regolari visite dal dentista non devono mai prescindere dalla presenza o meno di un sorriso bianchissimo, sia esso ottenuto con le faccette in ceramica, sia attraverso lo sbiancamento dei denti. È nella prevenzione che risiede la chiave per la perfetta salute dei denti (così come del resto del corpo), presente e futura (Compressore senza olio).

Che cos’è una carie?

La carie dentale è un processo di origine batterica che origina per un iniziale processo di demineralizzazione dello strato più esterno dei denti, a causa dell’acidità della placca batterica presente nella bocca. Le superfici dei solchi occlusali dei molari e dei premolari sono le zone dove la placca batterica ristagna più facilmente, determinando l’inizio della carie che, se non adeguatamente trattata, comporta l’interessamento degli strati dentari più profondi fino ad arrivare al tessuto pulpare contenuto all’interno del dente.

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Quali sono le fasi delle carie?

Se non vengono rimosse le cause unanimemente conosciute come causali della carie quali igiene orale scarsa, dieta a prevalente consumo di zuccheri, non corretto allineamento della bocca, denti mancanti, protesi malfatte.

>>Demineralizzazione dello smalto con creazione di piccoli crateri (fase senza sintomi, valutabile solo dal dentista).

>>Acude periódicamente al odontólogo. Al menos una vez al año si tu dentista no te recomienda otra cosa. Un diagnóstico temprano nos ayudará a prevenir problemas.

>>Aumento della distruzione dentale, percepibile dal paziente con ristagno di cibo e sensibilità transitoria al freddo e ai cibi dolci (Compressore senza olio).

>>Interessamento dell’innervazione del dente con forte dolore e possibilità di manifestazioni infettive con interessamento delle ossa e delle gengive.

 

Come curarla?

Quanto più profonda è la carie tanto piú difficile e costoso sarà il trattamento da realizzare, per questo è importante che la carie sia diagnosticata quanto prima. In una carie iniziale l’odontoiatra realizzerà un’otturazione. Prima eliminerà il tessuto interessato e successivamente collocherà nella cavità residua dei materiali non tossici, estetici ricostruendo l’integrità del dente. Se la carie ha raggiunto la polpa dentale l’odontoiatra effettuerà una devitalizzazione, eliminando il dolore e mantenendo il dente nell’arcata dentale. Nel caso di ascessi, coinvolgimento dei tessuti circostanti, potrà sempre effettuare una terapia canalare ove sia possibile, in caso contrario, si procederà all’estrazione dell’elemento, sostituendola o con un impianto o con una protesi convenzionale.

 

Come posso prevenire la carie?

La prevenzione della carie parte da corrette abitudini di igiene dentale:

>>Lavarsi i denti dopo ogni pasto e dopo ogni assunzione prolungata di alimenti zuccherati e usare filo interdentale tutti i giorni, in particolare di sera per eliminare la placca che si accumula sulla superficie dentale e tra i denti e le gengive.

>>Fissare una visita dal dentista almeno due volte all’anno e seguire i suoi consigli. Una diagnosi precoce aiuterà a prevenire l’insorgere di problemi.

>>A E’ meglio utilizzare un dentifricio con fluoro.

>>Cambiare ogni 3 mesi lo spazzolino da denti (Lampada scialitica).

Q Come si applicano questi gioielli?

Q Come si applicano questi gioielli?
A Il dentista userà un adesivo dentale per applicare il gioiello su dente.

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Q Questo procedimento di applicazione fa male?
A NO! – La procedura è simile a posizionare le bretelle dentali sui denti. Non c’è nessuna perforazione coinvolta e la procedura è completamente indolore.

Q Quanto durerà la procedura di applicazione?
A La procedura di montaggio non richiede più di 10 a 15 minuti (riunito odontoiatrico).

Q Per quanto tempo il gioiello puo rimanere sul mio dente?
A Gioielli dentali possono durare sul vostro dente a tempo indeterminato. Possono stare la per tutto il tempo che si desidera.

Q Possono gioielli dentali danneggiare il mio dente?
A Se sono correttamente posizionati da un dentista, il gioielli dentali non danneggiano il dente in alcun modo. Gioielli dentali dovrebbero essere applicati solo ai denti naturali (Lampada scialitica).

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Infiammazione gengivale durante la gravidanza

Durante la gravidanza nell’organismo avvengono dei mutamenti ormonali. Per l’aumentata produzione di estrogeno e progesterone (ormoni sessuali), aumenta il flusso sanguigno dei tessuti. Le gengive si gonfiano, ne aumenta la reazione sui batteri della placca e del tartaro. La causa del problema non è l’aumentato livello ormonale, ma la presenza della placca e del tartaro. Incontriamo spesso gengive gonfie, arrossate, emofiliche durante tutta la durata della gravidanza, ma l’infiammazione gengivale caratterizza il primo e il secondo trimestre.

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È molto importante l’adeguata igiene orale e il trattamento professionale di prevenzione durante la gravidanza (e naturalmente anche dopo).
Se è possibile, dobbiamo lavare i denti dopo ogni pasto, ma almeno due volte il giorno: di mattina e prima di coricarsi. Mai dobbiamo saltare il lavaggio serale, poiché di notte la salivazione si diminuisce, manca il lavaggio dei denti e la neutralizzazione del pH acido. Di sera usi sempre anche il filo interdentale. Con il filo interdentale è possibile pulire le superfici interdentali dei denti. Se non lo adoperiamo lasciamo la placca sul 40% delle superfici dentali.
Visiti il nostro dentista in modo che possiamo controllare l’efficacia della Sua igiene dentale e che La sottoponiamo al trattamento professionale. Avvisi già la prima volta il nostro dentista del Suo stato pre-maman.
A causa di infiammazione gengivale non curata può svilupparsi la malattia del parodonto (parodontite). La struttura portante dei denti si decompone, i denti si allentano e col tempo cadono.
I risultati di ricerche scientifiche dimostrano che la malattia del parodonto della madre può causare parti prematuri. Le madri sofferenti di parodontite hanno il rischio del parto prematuro tre volte superiore rispetto alle madri dalle gengive sane. Quasi ogni donna gravida soffre della forma più leggera delle malattie del parodonto, dell’infiammazione gengivale per cui è importante il controllo delle donne gravide.

Trattamento dentistico
L’ideale sarebbe se le gravide o le madri in allattamento non dovessero avere bisogno di alcuna cura dentistica. Fa eccezione solo il regolare controllo dentistico che deve essere continuato anche durante la gravidanza.
La preghiamo di informare il nostro dentista del fatto della gravidanza (anche se c’è solo l’eventualità della gravidanza), poiché in questi casi dobbiamo tener conto di diversi fattori durante il trattamento.
Il trattamento dentistico è fattibile in sicurezza anche durante la gravidanza, il secondo trimestre potrebbe essere il periodo migliore. Nel primo trimestre, se c’è la possibilità non facciamo alcun intervento, poiché in questo periodo si sviluppa l’embrione, si formano i suoi organi, quindi bisogna portare a zero gli eventuali danni al feto. Nell’ultimo trimestre invece minimizziamo i trattamenti dentistici per evitare i parti prematuri. Rinviamo dopo parto ogni trattamento che non abbia bisogno di cure immediate. Naturalmente possiamo fare gli interventi d’urgenza dopo aver considerato a fondo i rischi e i vantaggi!

Anestesia
La soluzione anestetizzante – Lidocaina al 2% – usata in genere, è utilizzabile anche da donne incinte, non danneggia il feto.
L’anestesia totale non è consigliata durante la gravidanza (strumenti dentista).

Trattamento in posizione supina
La poltrona è inclinata in dietro solo in funzione della Sua comodità, sappiamo che con il pancione non è piacevole stare in posizione supina.

Radiografia
Le apparecchiature radiologiche moderne emettono radiazioni minime, ma nonostante ciò non consigliamo la radiografia, specialmente nel primo trimestre.
Facciamo la lastra radiologica solo in caso se soffre di mal di denti atroce e ha bisogno di un intervento d’urgenza. In questi casi occorre un trattamento perfetto altrimenti possono sorgere complicanze più gravi.
Se è già incinta o stanno solo progettando un figlio, visiti il nostro studio in modo che i nostri medici specialisti Le forniscano i consigli necessari riguardo all’igiene orale e che possano fare i necessari trattamenti professionali di prevenzione (rimozione del tartaro) per la Sua salute e quella del feto (lampade fotopolimerizzazione Odontoiatria)!

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L’impianto osteointegrato

A partire dall’osservazione di Brånemark, il fenomeno dell’osteointegrazione è stato abbondantemente studiato.

Essenzialmente il processo dell’osteointegrazione riflette il meccanismo di ancoraggio attraverso cui una componente non vitale può essere realmente incorporata nel tessuto osseo vivente e persistere anche durante le normali condizioni di carico.

Clinicamente un impianto viene considerato osteointegrato quando non c’è movimento relativo fra l’impianto e l’osso, e l’impianto è in grado di resistere al carico funzionale. Dal punto di vista radiografico, l’osso deve apparire strettamente connesso alla superficie dell’impianto.

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Albrektsson e Brånemark hanno definito i seguenti pre-requisiti per una buona osteointegrazione.
Materiale dell’impianto. L’impianto deve essere realizzato in un materiale biocompatibile, resistente alla corrosione e in grado di sopportare gli sforzi meccanici. Il titanio, grazie alle sue buone proprietà meccaniche, resistenza alla corrosione e superiore biocompatibilità, è stato eletto come materiale principalmente utilizzato nel settore dell’implantologia.
Geometria dell’impianto. Il disegno dell’impianto deve essere tale da favorire la stabilità primaria dell’impianto nella fase di guarigione (stabilità meccanica che si instaura fra l’osso e l’impianto subito dopo l’inserimento). Tra la superficie dell’impianto e l’osso si deve creare uno spazio tale per cui il tessuto osseo è in grado di conservare un’elevata attività osteoblastica. Uno spazio eccessivo fra la superficie dell’impianto e il tessuto osseo può consentire la migrazione di tessuto molle con conseguente osteofibrointegrazione, ovvero la guarigione per mezzo dell’interposizione di tessuto fibroso all’interfaccia fra osso e impianto. Gli impianti osteofibrointegrati, quando sottoposti all’azione di carichi masticatori, sviluppano una reazione infiammatoria perimplantare (lampade fotopolimerizzazione dentisti).
Trattamento superficiale. L’adesione e la risposta cellulare dipendono dalle caratteristiche della superficie implantare. Il trattamento superficiale ha lo scopo di aumentare l’area di contatto dell’impianto con i tessuti biologici e di accelerare e migliorare l’osteointegrazione fra il tessuto osseo e l’impianto. Inoltre la presenza di microritenzioni sulla superficie della fixture permette di aumentare la resistenza alla trazione e torsione dell’impianto.
Condizioni dell’osso. L’analisi dello stato di salute e della qualità dell’osso è essenziale per garantire una corretta osteointegrazione. Queste informazioni sono indispensabili per la scelta del sistema implantare che deve essere caratterizzato da una geometria che rispetti i tessuti con cui entra in contatto.
Tecnica chirurgica. La tecnica chirurgica impiegata per preparare il letto implantare deve essere atraumatica. Durante la fase chirurgica l’osso non deve essere danneggiato per evitare l’innesco della necrosi tissutale i cui esiti si riflettono sul potenziale di osteointegrazione del tessuto stesso, con arresto temporaneo o permanente della capacità di rigenerazione.
Condizioni di carico funzionale. Una qualsiasi struttura a espansione, inserita in sede endossea, produce inevitabilmente una forza di tipo compressivo che determina un’alterazione dell’omeostasi del tessuto stesso. La crescita ossea è direttamente proporzionale alle sollecitazioni di trazione e, entro certi limiti, anche a quelle compressive. Se queste ultime superano i valori limite di resistenza, si può verificare inibizione apposizionale e stimolazione del riassorbimento osseo.
Un impianto osteointegrato assomiglia moltissimo a un dente naturale; tuttavia l’assenza del legamento parodontale e del cemento comporta differenze sostanziali nell’adattamento dell’impianto alle forze occlusali. Le proprietà del tessuto attorno agli impianti e la natura del legame del tessuto alla superficie dell’impianto influenzano la risposta biomeccanica di questo sistema integrato.
A causa di questa differenza strutturale esistono differenze funzionali fra il dente e l’impianto osteointegrato (strumenti dentista).

Perché è importante curare la salute delle gengive?

Perché è importante curare la salute delle gengive?

Il dente è solo un elemento della salute della bocca; infatti la porzione “bianca” che si vede in bocca è una minima parte del dente, formato anche dalla radice saldamente inserita dentro l’osso dei mascellari. Siccome l’osso non può stare a diretto contatto con i batteri della bocca, il tessuto gengivale lo riveste completamente; attorno al dente esiste un piccolo solco (0,5-2 mm), nel punto in cui la gengiva e il dente si toccano.

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Se l’igiene orale è corretta, nel solco non si possono fermare residui di cibo, placca o batteri: la gengiva risulta sana, di un bel colore rosa e non sanguina spazzolando i denti (Ablatore ultrasuoni).

Perché è importante la pulizia dei denti per togliere il tartaro (detartrasi)?

Il tartaro è un deposito di sali che, soprattutto di notte, precipitano dalla saliva e si accumulano nel solco gengivale, se l’igiene quotidiana (spazzolamento dei denti, idropulsore, filo interdentale…) non ha rimosso completamente la placca.

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La detartrasi è una manovra di igiene professionale che rimuove il tartaro accumulato nel tempo: è importante farla almeno una volta all’anno, ma a seconda della qualità saliva e della precisione nell’igiene quotidiana può essere necessario ripeterla anche ogni 6 mesi o, nei casi di malattie gengivali importanti, anche ogni 4 mesi.

Che cosa succede se non si rimuove il tartaro regolarmente?

Il tartaro si accumula nel solco gengivale e irrita le gengive, perché permette ai batteri di annidarsi al suo interno. Le gengive irritate si separano dal dente e al posto di un solco sottile si crea una tasca profonda, impossibile da pulire con lo spazzolino; le gengive iniziano a sanguinare e a infiammarsi, mentre l’osso inizia lentamente a ritirarsi, scoprendo una parte della radice del dente (Manipolo Odontoiatri).